Storie di tango, di vita, di passioni. Storie di Buenos Aires. Amanda Sandrelli viaggia dentro le visioni e le intuizioni di Borges, dentro le parole malinconiche e sognanti di tanghi e milonghe della tradizione porteña, con Giampaolo Bandini (chitarra) e Cesare Chiacchiaretta (bandoneon).
Lo spettacolo, lieve per il piccolo organico ma emozionante e profondo (come succede sempre quando la musica accompagna il teatro) è un insieme delle pagine musicali e letterarie più suggestive di alcuni dei celebri autori della storia argentina, legate dal filo rosso della vicenda umana e poetica di Alfonsina Storni, poetessa argentina di origini ticinesi (nata a Sala Capriasca nel 1892, morta di cancro, suicida nel mare, a Mar del Plata nel 1938).
Figlia di industriali caduti in disgrazia, Alfonsina Storni fu lavapiatti, operaia, maestra di campagna, e fu ragazza-madre, donna indipendente che sfidò i pregiudizi sociali e la morale vigente femminista quando il femminismo ancora non esisteva. Morì suicida in mare. Dal tragico epilogo nacque Alfonsina y el mar, brano a lei dedicato composto da Ariel Ramírez (con le parole di Felix Luna) e interpretato da moltissimi artisti, tra tutti Mercedes Sosa. Una canzone che torna nello spettacolo che ho fermato in video in una originale interpretazione, culmine di una serata che brilla per quella storia struggente, ma tante altre ne attraversa. Le poesie e i pensieri di Alfonsina servono a legare i pensieri musicali, ed è un punto di vista femminile piuttosto inconsueto nel tango.
Ho avuto l'occasione felice di poter riprendere per intero lo spettacolo a Mestre Venezia il 5 maggio, a Villa Settembrini sede della Mediateca regionale.
Magnetico e toccante l'insieme affiatatissimo dei musicisti e dell'attrice: è difficile non farsi coinvolgere subito e interrompere l'ascolto, anche perché il lavoro profondissimo degli interpreti sul dialogo costante tra il fraseggio e l'agogica musicali – e la metrica dei testi – incanta, e dà luce all'emozione musicale e al significato delle parole, con una forza e una fusione che personalmente non avevo mai sperimentato nell'esperienza del tango, di ascolto o di ballo o di lettura.
Programma:
- Alfonsina y el mar, musica Ariel Ramírez
- Alfonsina Storni: Yo en el Fondo del Mar (voce recitante)
- Astor Piazzolla: Bandoneon, Jacinto Chiclana – Jorge Luis Borges: Milonga de Jacinto Chiclana (voce recitante)
- Carlos Gardel: Por Una Cabeza – Jorge Luis Borges: Il tango (solo voce), Alfonsina Storni: Il sogno (voce recitante)
- Angel Villoldo, El Choclo – Enrique S. Discèpolo e J.C. Marambio Catàn: El Choclo (voce recitante)
- Astor Piazzolla: Ave Maria – Homero Manzi, José Dames: Fuimos (voce recitante)
- Carlos Gardel: El dia que me quieras – Alfredo Le Pera: El dia que me quieras (voce recitante)
- Astor Piazzolla, Oblivion, Libertango, Malena - Alfonsina Storni: Voy a dormir (voce recitante). Ultimo sonetto di Alfonsina, scritto presumibilmente fra il 20 e il 21 di Ottobre 1938, fu da lei inviato personalmente a "La Nación" e pubblicato il giorno dopo la sua morte.
Sintesi dello spettacolo (dal sito www.bandinichiacchiaretta.com)
"Quell'abbraccio così stretto tra uomo e donna l'ha inventato il tango. Esiste segno più evidente dell'amore?" (Horacio Ferrer).
Un viaggio intenso tra le note malinconiche delle musiche di Astor Piazzolla, i poetici duelli di Jorge Luis Borges, e la passione straziante delle canzoni di Carlos Gardel. Il tango è la perfezione sensuale di un istante; è evocazione d'erotismo e di sguardi lanciati a chilometri di distanza, espressione di definitiva solennità; ritmo lento di torpore dopopranzo come uccelli migratori posati sui fili, dopo una tappa massacrante, a riposare. Musica intrisa di una fisicità liricamente minimalista, che è nata trafficando ai confini dell'illegalità (case di appuntamenti e bische clandestine), e così si è sporcata, si è spiegazzata, ha cambiato la traiettoria, ha graffiato il suono. Il tango è tutte queste cose, e moltissimo altro.
Citazione di Franca Cleis ("Leggere Donna", n. 99, luglio-agosto 2002)
"Alfonsina è stata una donna del popolo, una maestra ragazza-madre, una socialista, è diventata una star della poesia latino-americana, nota anche in Europa dove ha tenuto conferenze, tradotta in francese e in italiano, una donna pubblica, una femminista che si è battuta per i diritti delle donne, una donna ultramoderna (così amava definirsi lei, che ha scelto di vivere senza balaustra e di morire nel mare). Alfonsina come tutte le donne (e gli uomini?) si è innamorata, ma non si è mai sposata, rompendo gli schemi di una società strettamente patriarcale, ha cresciuto da sola l'unico suo figlio, Alejandro, nato quando lei aveva vent'anni. Per non morire ha cominciato a scrivere, di sé e dell'amore, perché era ciò di cui sapeva a quell'età. Della vita, della sua città e del mondo poi. La sua opera completa, che Delfina Muschietti sta pubblicando attualmente a Buenos Aires (città dove Alfonsina ha vissuto e lavorato), è giunta al primo volume: sono 740 pagine (Alfonsina Storni, Poesía, ensayo, periodismo, teatro, Losada, Buenos Aires 1999)."
